Fotografo di matrimonio: tre cose che nessuno ti dirà mai (ma che dovresti sapere)

Il fotografo di matrimonio è, in fondo, un essere umano? Sì sì, sembra incredibile, lo so. Durante il vostro matrimonio farà di tutto per fare al meglio il suo lavoro ma, con un paio di accorgimenti, potete rendergli le cose un po’ più facili e, ve lo assicuro, anche la qualità delle immagini ne gioverà.

Il fotografo di matrimonio mangia

Sembra incredibile, ma vi assicuro che anche il fotografo di matrimonio si nutre.
Probabilmente quando si presenterà a casa vostra la mattina presto avrà fatto colazione e non avrà quindi particolari esigenze ma, siccome il pranzo è ancora lontano, voi chiedetegli comunque se ha bisogno di qualcosa, di un caffè, di acqua, di un panino dal buffet.
Anche al ricevimento avrà bisogno di mangiare qualcosa. Consultatevi con il ristorante che avete scelto, probabilmente avrà già pronta una soluzione (mediamente ospitano due/tre diversi matrimoni a settimana).
Ricordate: un fotografo di matrimonio che si sente accolto esattamente come un ospite sarà un fotografo felice, un fotografo che si sentirà subito a suo agio e che sarà in grado di far sentire voi a vostro agio in sua presenza senza pensare continuamente a lui ed alla sua macchina fotografica, a come verrete in fotografia, a non fare le solite espressioni che odiate nelle fotografie che generalmente vi fanno.
I vostri sorrisi e le vostre espressioni saranno naturali, potrete pensare ai vostri ospiti e non vi perderete nessun sorriso, nessun abbraccio, nessuna lacrima (ed il fotografo di cui vi siete dimenticati nemmeno, pronto ad immortalare ogni istante prezioso)

Il fotografo di matrimonio non va isolato

Pensando in particolare al ricevimento un consiglio prezioso che mi sento di darvi è quello di non isolare il fotografo.
Un fotografo di matrimonio che mangia in una stanza separata è un fotografo che non vede. Non vede quello che succede in sala, non vede i momenti importarti (abbracci, scherzi, brindisi), e un fotografo che non vede è un fotografo che non può fare (bene) il proprio lavoro.
Quando parlate col ristorante fate presente che vorreste il fotografo in sala, potete anche metterlo al tavolo con qualche parente o amico lontano (ci sono sempre quei tavoli, quelli che si formano autonomamente con le persone che non sapete a quale tavolo mettere), vi assicuro che il fotografo, essendo anche un animale sociale, si troverà comunque bene.

 

 

Le fotografie coi parenti sono noiose, ma inevitabili.

Non sono noiose solo per voi, lo sono anche per il fotografo.
Sono però quel momento della giornata in cui potrete soddisfare le richieste dei parenti che “voglio una foto con gli sposi” e quel momento in cui potrà raccogliere un campionario di invitati che assicurerà che tutti, o quasi, siano tra le fotografie che vi verranno consegnate.
Ricordate: lui non conosce tutti i vostri parenti, aiutatelo nel chiamare le persone con cui volete essere fotografati e seguite i suoi consigli. Vi verrà comunque una paresi facciale a forza di sorridere, ma tutto durerà meno e avrete più tempo per godervi la festa, per ridere davvero.

 

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